Quando te ne sei andato

Il tam-tam arriva via sms: stasera cinema in piazza al Pigneto (quartiere neopop romano): “Quando te ne sei andato” di M. Bakri + video da Palestina e dal Libano”. Accorro (anzi, appedalo visto che sono in bici): mi ha mandato il messaggio l’autrice dei documentari sulla Palestina e Bakri è un personaggio da non perdere ma non sono riuscito a vedere i suoi film al Tekfestival di quest’anno.

Nella piazzetta di marmo scolpita da Veltroni per amore delle periferie, c’è uno schermetto e 30 persone sedute su poltrone di plastica. Nel documentario girato in Palestina da CandidaTV (Nablus, Gerusalemme e altri villaggi) riconosco tanti amici, che vanno spesso da quelle parti a portare solidarietà nei territori occupati: non possono fare molto, se non documentare cosa vuol dire l’occupazione nel quotidiano. Si vedono rastrellamenti, tutti i maschi portati in un edificio (una scuola costruita dall’ONU) per tutto il giorno, mentre l’esercito israeliano distrugge le loro case. Tsahal ha paura di girare per strada, perciò i soldati passano attraverso le case abbattendo i muri con l’esplosivo. Delle case, ovviamente, rimane poco. Qualcuno dalla scuola non torna a casa e viene arrestato. Gli attivisti internazionali sono pochi, possono solo urlare slogan e tenere la videocamera ferma. I bambini sono tanti, sempre con un sasso in mano da tirare sui blindati che passano.

Poi c’è il film di Bakri: Mohamed Barki è l’autore di Jenin Jenin, è un attore palestinese molto apprezzato in Israele. Jenin Jenin è documentario girato subito dopo l’occupazione, il massacro e la demolizione da parte dell’esercito israeliano, con un numero di morti mai accertato del tutto: secondo Israele 50, la stima palestinese è 3000. Se la verità stesse nel mezzo, sarebbe una tragedia comunque epocale. Ma prima che il documentario sia finito, per Bakri inizia un’altra tragedia: alcuni suoi familiari hanno collaborato con l’organizzazione della strage di Meron, l’esplosione di un kamikaze su un bus. La famiglia Bakri viene additata come un clan di terroristi all’opinione pubblica israeliana. Il fratello di Mohamed, Hassan, si tormenta: se avesse saputo prima delle intenzioni del figlio, cosa avrebbe fatto?

L’anteprima di Jenin Jenin scatena polemiche durissime: ma come, proprio Bakri, il parente dei terroristi, calunnia l’esercito che difende Israele? Il film è censurato, Bakri si difende in tribunale e intanto distribuisce il suo film porta a porta. Lotta perché i palestinesi vivano in pace e gli israeliani sappiano la verità. Non vi dirò come va a finire. La frase: “Non so se siano più folli i palestinesi o gli israeliani. Ma si può paragonare la follia dell’oppresso a quella dell’oppressore?”

1 comment so far

  1. guerrilla radio on

    ” L’ultimo capitolo del conflitto fra Israele e Palestina è iniziato quando le forze israeliane hanno rapito due civili, un dottore e suo fratello, a Gaza. Un incidente per lo più ignorato dai media, a eccezione della stampa turca.

    Il giorno seguente, i palestinesi hanno fatto prigioniero un soldato israeliano e proposto un negoziato per scambiare i prigionieri – ci sono circa 10.000 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.

    Che questo “rapimento” sia stato considerato oltraggioso, mentre l’occupazione militare illegale della Cisgiordania da parte di Israele e l’esproprio sistematico di tutte le risorse – in particolare l’acqua – venga considerato spiacevole ma inevitabile è un tipico esempio del doppio standard continuamente impiegato dall’Occidente rispetto a ciò che viene fatto contro i palestinesi, sulla terra promessa loro dai vari accordi internazionali da settant’anni a questa parte. Oggi a oltraggio segue oltraggio: missili artigianali incrociano missili più sofisticati. (…)

    Le provocazioni e le controprovocazioni vengono ogni volta contestate o acclamate. Ma tutti gli argomenti a posteriori, accuse e promesse, finiscono col fungere da diversivo per allontanare l’attenzione del mondo da una lunga pratica militare, economica e politica il cui fine non è nient’altro che la liquidazione della nazione palestinese. Questa pratica, benchè spesso dissimulata o nascosta, ultimamente sta andando avanti sempre più rapida. E, secondo noi, va incessantemente ed eternamente riconosciuta e contrastata per quello che è. ”

    (Noam Chomsky, John Berger, Harold Pinter e Josè Saramago – luglio 2006)

    mai salam sadiki

    Guerrilla radio

    http://guerrillaradio.iobloggo.com/


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