Plutocrazia

Lo status di Plutone ha generato un dibattito molto aspro nella comunità scientifica. Da ieri, infatti, Plutone non è più il nono pianeta del sistema solare. Non si tratta di una controversia scientifica: non sono emersi dati nuovi e alla conferenza dell’International Astronomical Union si è discusso solo della classificazione di corpi celesti come Plutone. In realtà, lo scontro tra gli astronomi della NASA e i declassatori di Plutone nasconde interessi tutt’altro che nominalistici. E che potrebbe riflettersi sulla vita di tutti.

Secondo la nuova risoluzione approvata dalla IAU, Plutone è un pianeta nano, come ce ne sono tanti nel sistema solare: tutti gli oggetti sferici che ruotano intorno al Sole. Le dimensioni, però, c’entrano fino a un certo punto, checché ne dica Repubblica.it: Plutone ha la colpa di non aver attirato a sé gli oggetti che orbitano con lui. Il voto alla Conferenza dell’International Astronomical Union di Praga ha generato grandi polemiche nella comunità scientifica: si contesta addirittura la legittimità del voto, a cui hanno partecipato solo 400 degli oltre duemila ricercatori arrivati a Praga. Ma ormai il dato è tratto. In fondo cambia poco o nulla, si dirà. Si tratta di una decisione presa a tavolino ed esclusivamente nominalistica, non di una controversia scientifica. Eppure, ieri i media hanno dedicato molto spazio alla notizia. Evidentemente, oltre alla tassonomia sono in ballo altre questioni.

Qualcuno, per esempio, insinua che ora i testi scolastici, i poster e i planetari andranno rapidamente aggiornati, e questo si tradurrà in ricche consulenze per la (non così potente) lobby degli astronomi. Sicuramente non saranno contenti i ricercatori della NASA, che proprio quest’anno hanno lanciato una sonda verso Plutone: un viaggetto di nove anni e mezzo, che costerà 700 milioni di dollari. “New Horizons”, così si chiama la missione, doveva essere la prima ad avvicinare l’ultimo pianeta del sistema solare. Da oggi, si sta dirigendo verso un corpo celeste qualunque, visto che i pianeti nani sono stimati a centinaia, e non toccherà nessuna frontiera, parola che tanto significa per gli americani. Il capo della missione Alan Stern parla di decisione “stupida” e di “cattiva scienza”. Sul sito della NASA, aggiornato dopo il voto, si parla più cautamente di “doppio status” per Plutone per limitare i danni.

Non che l’interesse scientifico cambi granché. Ma dal punto di vista simbolico, è un duro colpo per la NASA. Dalla fine della Guerra Fredda, la NASA ha perso molto prestigio. Fino al 1989, era stata la punta di diamante dello sviluppo tecnologico capitalistico, il simbolo delle grandi conquiste ottenute dall’Occidente Libero a nome di tutta l’umanità. L’esplorazione spaziale era il proseguimento della geopolitica con altri mezzi. Ora non più, in attesa dei progetti cinesi ancora allo stadio embrionale. Vinta la guerra con l’URSS, i finanziamenti alla NASA sono diminuiti e i fallimenti si sono moltiplicati. Lo spazio desta sempre meno interesse, anche perché la Terra non se la passa benissimo, e la NASA cerca disperatamente di conservare un ruolo nell’immaginario collettivo.

Per altro, la conseguenza delle difficoltà della NASA si riflettono sulla vita di tutti noi. Per racimolare fondi, la NASA ormai si dedica sempre di più ad applicazioni delle proprie tecnologie nel campo della guerra, della sicurezza e del controllo sociale. Collaborando con la polizia, i servizi segreti e l’industria militare, la NASA è riuscita a tenere in piedi la baracca. Ma negli ultimi anni si sono anche moltiplicati gli scandali: nel 2004, ad esempio, i dati personali relativi a milioni di passeggeri delle compagnie aeree statunitensi circolarono segretamente dai computer dei check-in alle banche dati della NASA, dove era in costruzione un gigantesco sistema di monitoraggio della popolazione contro la minaccia terroristica. Un vero e proprio Grande Fratello, tanto che la NASA vinse il “prestigioso” Big Brother Award, assegnato alle peggiori violazioni della privacy. Il declassamento di Plutone proprio non ci voleva.

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