Yes Men colpiscono ancora

A Ketter, Lousiana, si discute della ricostruzione di New Orleans un anno dopo Katrina. Prende la parola un responsabile del dipartimento dell’edilizia e dello sviluppo urbano e stupisce la platea: la ricostruzione è stata un fallimento a danno dei poveri, d’ora in poi cambieremo direzione. Case per tutti e multinazionali disposte a pagare per i danni causati dal loro strapotere sull’economia e sull’ambiente, all’origine del disastro. Grandi applausi, ma è un falso. L’ultimo scherzo degli Yes Men.


Tornano gli Yes Men a New Orleans, proprio mentre si fa un bilancio, non certo positivo, della ricostruzione di New Orleans. Uno dei membri del gruppo si è presentato ad una conferenza di Ketter in cui si discuteva proprio dei progetti edilizi per ripopolare la città inondata dall’uragano. Lo Yes Man si è fatto passare per un responsabile del Dipartimento dell’edilizia e dello sviluppo Urbano (HUD) e ha pronunciato un discorso molto critico sui piani futuri, che puntano a trasformare la città in un luogo più adatto ai turisti che agli abitanti.

A sentire il finto funzionario, lo HUD ammetteva di non essere riuscito a dare alloggio ai cittadini meno abbienti, e che avrebbe annullato la decisione di demolire 5000 case in buono stato. Inoltre, Wal Mart (la più grande catena di supermercati del mondo) avrebbe abbandonato la città e supportato un piano di sviluppo per il piccolo commercio locale per rilanciare l’economia. Persino Exxon e Shell sarebbero state pronte a finanziare la ricostruzione delle zone paludose (precedentemente distrutte per facilitare il trasporto del petrolio delle due corporation) che costituivano una barriera protettiva alla città contro eventi come Katrina. Non era vero niente, ma lo “scherzo” degli Yes Men, perfettamente riuscito, ha costretto Wal Mart a annunciare che, al contrario, stava per aprire due nuovi supermercati a New Orleans, e che le 5000 case saranno demolite.

Gli Yes Men hanno già compiuto azioni simili, facendosi passare per altri “criminali”, come dicono loro: multinazionali come Dow Chemicals ed Halliburton e istituzioni come il GATT sono già finite nel mirino in passato. Repubblica l’anno scorso aveva raccontato la loro storia qui. E il loro sito web è questo. E adesso hanno realizzato anche un documentario, appena uscito in italiano.

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