Tassisti di notte

C’è una scena di “Inside Man” in cui un uomo con barba e turbante viene preso per un terrorista, nonostante sia un ostaggio, per un look che ricorda troppo Bin Laden. Il commissario gli fa: “Tu un taxi lo trovi sempre, eh?”. Il luogo comune tassista-terrorista ha fatto carriera: secondo il senatore americano Burns, “i terroristi si travestono da tassisti di giorno, e uccidono di notte”. E’ il mito, aggiornato, di Taxi Driver? Oppure migliaia di jihadisti covano nelle metropoli americane? Lo smentiscono i dati del dipartimento di giustizia. Il Transactional Record Access Clearinghouse (TRAC) ha pubblicato uno studio sull’andamento della lotta al terrorismo nelle indagini dell’FBI.


Nonostante Bush alimenti un clima di paura con la guerra all’esterno e con la propaganda e le limitazioni delle libertà all’interno, cala il numero di procedimenti penali per terrorismo, ormai ai livelli pre-11 settembre.
E’ sorprendente comunque come i tribunali, laddove la legge dovrebbe essere uguale per tutti, abbiano risentito del clima politico della War on Terror di Bush. Lo studio analizza le richieste di rinvio a giudizio per terrorismo, i processi effettivamente celebrati e le condanne. Leggetelo anche se non sapete l’inglese, tanto basta guardare le figure. Oggi tutto è tornato un po’ come prima dell’11 settembre: solo 19 persone sotto processo per terrorismo (erano state una quindicina nel 2000, ma erano salite a oltre 350 nel 2002, l’anno nero della libertà). Si allenta dunque la stretta contro gli immigrati, che dal 2001 sono stati accusati di terrorismo anche se dimenticavano la patente a casa.

La procura federale sembra così abbandonare la linea di Bush, tanto che nel 2006 hanno archiviato il 90% delle inchieste presentate dall’FBI. Nel 2002, avevano perseguito il 60% dei sospetti indicati dagli investigatori. La giustizia riprende lentamente il suo corso pre-emergenziale, checché ne dica il senatore anti-tassisti del Montana Conrad Burns (e infatti sembra uscito dai Simpson). In Italia, invece, i tassisti rappresentano ancora una minaccia per il governo di centro-sinistra. E ora chi glielo dice a Bush, che gli eversori col tassametro in Italia sono coccolati proprio dal suo “best friend” Silvio?

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