Krrish

La stessa amica di qualche post fa organizza un’altra proiezione gratuita. Stavolta si tratta di cinema indiano nel grande cortile di un Istituto Tecnico Industriale. La sera, solo posti in piedi: l’arena è affollata, e molti immigrati della zona vengono a vedere Krrish, il Superman indiano. In realtà, è anche un po’ Tarzan e un po’ Tony Manero. E tanti altri ancora.


E’ un blockbuster di Bollywood distribuito quest’anno. Come in ogni Bolly movie, devono esserci tutti i generi: azione, sentimentale, dramma, musical e commedia. Non fa eccezione Krrish: Krishna, un giovane muscoloso che assomiglia a Del Piero quando ride e a Vieri quando è imbronciato (quasi mai), scopre di aver ricevuto dei superpoteri da extraterrestri in visita, dei dottor Agricola marziani. Cresce in una vallata verde alle pendici delle montagne in una baita insieme alla nonna. Per la noia, comincia a fare scherzi ai turisti e a parlare con gli animali. Cheeta non c’è, sostituita da un cavallo Vidal con cui fare le corse.

Fin qui, Del Piero interpreta l’uomo della giungla. Poi, da un torpedone scende Jane, bellezza di Singapore. Pinturicchio il Gonfio si innamora e la segue sull’isola (in questo cartoon, c’è anche una velata critica al turbocapitalismo: nel porto di Singapore si pesca immondizia e non pesci, per accedere alla sanità occorre pagare di tasca propria, nelle aziende si licenzia su due piedi). Lì Krishna diventa Krrish, una specie di Zelig che muta identità ogni cambio di scena: prima è John Travolta di Staying Alive, poi il Nino D’Angelo di Tano da morire, infine Superman che tra i grattacieli vola e in borghese è uno scemo, tutti periodicamente impegnati in scene d’azione da cinema di Hong Kong. Dopo aver familiarizzato con la metropoli, e lì spunta il Paul Hogan di Crocodile Dundee, un’ultima impresa attende Vieri (sono tempi duri): indossando un cappotto lucido nero alla Matrixana, dovrà salvare il padre rapito nell’isola da una multinazionale e riportarlo a casa.

5 balletti, improbabili cambi di scena, ci sono tutti i generi eccetto il sesso per un totale di ore 3. Un cinema diverso, che vuole stupire e copia gli USA e fa pubblicità. Nei dialoghi, si inseriscono veri e propri spot commerciali per gli sponsor che finanziano il baraccone. Bollywood sta al cinema europeo come la notte della Taranta sta alla serata di premiazione di un premio letterario.

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