Macchianera Blog Award

Il blog più famoso d’Italia indice una sorta di Oscar dei blog. Si possono proporre le proprie nomination in tante categorie. Io, come miglior post dell’ultimo anno, candido questo. E’ il post con cui la madre di Federico Aldrovandi, una donna non esperta di Internet, né una professionista della comunicazione, ha rotto il silenzio intorno alla morte di suo figlio, pestato a morte (v. foto) e gratuitamente dalla polizia nella provincia meccanica e terribile di Ferrara.

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L’avvenire dei giovani

Tassisti di notte

C’è una scena di “Inside Man” in cui un uomo con barba e turbante viene preso per un terrorista, nonostante sia un ostaggio, per un look che ricorda troppo Bin Laden. Il commissario gli fa: “Tu un taxi lo trovi sempre, eh?”. Il luogo comune tassista-terrorista ha fatto carriera: secondo il senatore americano Burns, “i terroristi si travestono da tassisti di giorno, e uccidono di notte”. E’ il mito, aggiornato, di Taxi Driver? Oppure migliaia di jihadisti covano nelle metropoli americane? Lo smentiscono i dati del dipartimento di giustizia. Il Transactional Record Access Clearinghouse (TRAC) ha pubblicato uno studio sull’andamento della lotta al terrorismo nelle indagini dell’FBI.

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Un’altra chance

Provincia meccanica


Yes Men colpiscono ancora

A Ketter, Lousiana, si discute della ricostruzione di New Orleans un anno dopo Katrina. Prende la parola un responsabile del dipartimento dell’edilizia e dello sviluppo urbano e stupisce la platea: la ricostruzione è stata un fallimento a danno dei poveri, d’ora in poi cambieremo direzione. Case per tutti e multinazionali disposte a pagare per i danni causati dal loro strapotere sull’economia e sull’ambiente, all’origine del disastro. Grandi applausi, ma è un falso. L’ultimo scherzo degli Yes Men.

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United 93

Qualche giorno fa ho visto United 93, il film di Paul Greengrass che racconta l’11 settembre visto da uno degli aerei dirottati. United 93 è infatti il numero del volo che sarebbe precipitato a Shanksville, Pennsylvania, dopo che i passeggeri si erano ribellati ai dirottatori. Le telefonate dei passeggeri dall’aereo hanno ispirato la trama, e sono riprodotte nel fedelmente film. Fedelmente, almeno, rispetto alla versione ufficiale. Per questo si è parlato di un quasi-documentario: Greengrass non racconta un plot con protagonisti e antagonisti individuali, ma produce un effetto iper-realistico affidando la narrazione a un coro di personaggi.

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Il riscaldamento del clima

“È comunque sicuramente il sintomo preoccupante del clima di malessere sociale, disagio e violenza che sta aggravandosi anche a Gerusalemme e che deve richiamare tutta la comunità internazionale alla propria responsabilità per cercare una giusta soluzione all’annosa vicenda israelo-palestinese.” (Paolo Beni sull’omicidio di Angelo Frammartino, volontario in Palestina)

“Non si è trattato di una rissa tra balordi all’uscita di una delle discoteche del litorale romano, ma di uno dei tanti episodi che si iscrive dentro un clima sociale, politico e culturale di intolleranza determinato dalle destre in Italia.” (LOA Acrobax sull’omicidio di Renato a Focene).

Ciao Renato.

Corpo da polizia

Dallas, 28 ago. – (Adnkronos) – Sembra passato un secolo da quando Dallas, la capitale del Texas, era il panorama in cui si intrecciavano le vicende sentimentali e scabrose di Sue Ellen e J.R., i due protagonisti dell’omonima serie tv, popolarissima negli anni ’80. Ora il comune, facendo un passo indietro in termini di mentalita’, ha avanzato la proposta di mettere al bando i pantaloni a vita bassa, in voga negli ultimi anni sia per lui che per lei, perche’ lasciano intravedere gli slip.

Come se servisse una legge: “la sconfitta è storica”. Anzi, qualcuno può mandare un pacco di CD dei Baustelle al municipio di Dallas? O almeno la copia di Repubblica del 18 ottobre 2004.

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Forte movimento

E’ uscito in Italia nel 2004, dopo Le correzioni, ma negli USA era stato pubblicato già nel 1992. L’ho letto con ritardo, ma visto che è un romanzo di quattordici anni fa, due anni in più o in meno contano poco. E’ un libro di 540 pagine, ma a prenderlo in mano non lo diresti. Saranno bravi i tipografi di Einaudi, sarà la carta che costa troppo, ma al peso ne dimostra di meno. Io considero Le correzioni un capolavoro, ma Forte movimento, il romanzo precedente di Franzen, non è da meno.

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Sveva dixit

Sveva, la moglie di Mario Placanica, quel curioso carabiniere che vuole il risarcimento danni dalla famiglia del giovane del cui omicidio è stato accusato, ha detto:

”Vorremmo conoscere dai signori Giuliani il nome di chi ha sparato a loro figlio al posto di Mario. Visto che loro hanno detto che non e’ stato mio marito e che invece lui sarebbe solo una copertura per qualcun altro. Se i genitori di Carlo sono sicuri dicano chi e’ stato. Mario sarebbe ben felice di conoscere il nome di chi ha sparato al suo posto e in questo caso di intraprendere un’azione contro lo Stato. Si leverebbe cosi’ anche un peso dalla coscienza” (AdnKronos).

Cosa vuol dire?

Plutocrazia

Lo status di Plutone ha generato un dibattito molto aspro nella comunità scientifica. Da ieri, infatti, Plutone non è più il nono pianeta del sistema solare. Non si tratta di una controversia scientifica: non sono emersi dati nuovi e alla conferenza dell’International Astronomical Union si è discusso solo della classificazione di corpi celesti come Plutone. In realtà, lo scontro tra gli astronomi della NASA e i declassatori di Plutone nasconde interessi tutt’altro che nominalistici. E che potrebbe riflettersi sulla vita di tutti.
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Svizzera #4 – Basel

Domenica, visita a Basilea. Ci sono le industrie chimico-farmaceutiche più importanti del mondo qui: Novartis, Ciba, Roche e altre. La città è circondata da una bomba ecologica. Amiche svizzere mi dicono che un giorno sì e uno pure la radio avverte la cittadinanza “oggi non bevete l’acqua, oggi non respirate in quel quartiere, oggi chiudetevi in casa che è meglio” perché ci sono parecchi piccoli incidenti negli stabilimenti chimici della periferia.

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Svizzera #3 – Raining dogs

Fra i due litiganti il terzo vola. Anche se si tratta di un cane. È successo di nuovo, in Svizzera, quello che era avvenuto in Polonia qualche settimana fa. Lo schema è lo stesso: una coppia litiga al secondo piano, lui si incazza a bestia e lancia il cane fuori dalla finestra. Stavolta la città è la compostissima Zurigo, il lanciatore è un immigrato italiano (poi te la prendi con Jovanotti se fa il burino a Avenches), il cane è un terrier Jack-Russel, la fonte è il giornale elvetico La Liberté. Nessuno è stato colpito; si è fatto male solo il cane al retrotreno. Dopo il lancio di sassi dal cavalcavia, un’altra proposta innovativa per il programma olimpico. Resta comunque un fenomeno da comprendere meglio. Tirare una bottiglia, un piatto o una sedia (contro un muro, possibilmente) non basta più a sfogare la rabbia virile? Oppure il ruolo del cane nella coppia è sottovalutato? Troveremo una risposta prima dell’autunno?

Svizzera #2 – Jovanotti

D’estate la Svizzera è uno dei paesi più interessanti per chi ama la musica, in quanto molti piccoli villaggi organizzano festival di pochi giorni con artisti internazionali evidentemente attratti dai cachet: le manifestazioni sono quasi sempre sponsorizzate dalle banche più importanti del mondo, come UBS o Crédit Suisse. Al festival di Avenches (paesino con qualche centinaio di abitanti sulle colline francofone) quest’anno si esibiscono pure i Radiohead, ad esempio, ma quando arrivo qui hanno già suonato. La sera dopo c’è Jovanotti.

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